PRO LOCO MONTELUPONE


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GABRIELE GALANTARA

IL BORGO > PERSONAGGI


detto Ratalanga
(Montelupone 1865 - Roma 1937)


I Galantara, provenienti da Fano (ma le cui nobili origini risalgono al XIII secolo, a Piccardo, dalla terra francese della Piccardia) avevano ottenuto fin dal 1754, in enfiteusi perpetua, per sé e per i propri discendenti, i beni dell'Abbazia di San Firmano contro il pagamento di un canone annuo alle autorità ecclesiastiche (una lapide posta a sinistra della porta d'ingresso dell'abbazia ricorda la "concessione").

Gabriele Galantara socialista convinto e caricaturista di fama europea tra la fine dell'ottocento e gli inizi del novecento, mosse i suoi primi passi iscrivendosi alle scuole elementari del Convitto Nazionale di Macerata nel 1874 come allievo interno.

Nel 1878 venne ammesso alla locale Scuola Tecnica, per passare poi alla sezione fisico-matematica dell'Istituto Tecnico Provinciale. Nel 1884 si reca a Bologna per iscriversi alla Facoltà di Scienze per studiare Matematica ma, ben presto, orienta i suoi interessi verso discipline a lui più congeniali; da una lettera inviata alla madre il 10 marzo 1887 già si capisce che la matematica non rientri propriamente nelle sue attenzioni:

"Per ora - scrive Gabriele - vado a Scuola di Disegno del Nudo all'Accademia, e dopo il 20 andrò dal pittore Lolli che mi promette il suo aiuto."

Fu nell'ambiente universitario bolognese che conobbe Guido Podrecca tanto che insieme furono poi chiamati i "fratelli siamesi".





Nel 1888, in occasione dell'ottavo centenario della fondazione dell'Università di Bologna, Guido Podrecca e Gabriele Galantara fondarono il "Bononia Ridet" rivista artistica-letteraria-universitaria-settimanale con redazione in Via Rolandino n.4 piano terra e dalle pagine di questo giornale, di tendenze socialistoidi-anarchicheggianti, partirono alcuni attacchi contro Giosuè Carducci (nel marzo del 1891) che, dopo aver scritto l'Ode alla Regina Margherita, venne considerato un traditore delle idee repubblicane.


Le conseguenze si fecero sentire pesantemente: Podrecca e Galantara furono costretti a lasciare gli studi. In occasione del primo maggio 1891, colpevoli di pubblicare sul loro giornale il programma operaio, la polizia li fece rinchiudere con l'accusa di aver "pubblicamente istigato con discorsi la folla a commettere delitti contro la libertà dell'industria e del commercio, ed a far chiudere con forza i negozi aperti sulle pubbliche vie della città". Furono rilasciati per " non luogo a procedere ".

Intanto Gabriele aveva stretto una relazione con Angelina Ravaglia dalla quale avrà due figlie (Libertà e Luce) e che sposerà solamente nel 1900 in polemica con la sua famiglia per un "modus vivendi" considerato a dir poco disinvolto.

Nell'aprile 1892 scrive alla madre informandola che lui e Podrecca sono stati assunti dal giornale romano "Il Torneo": "Io avrò uno stipendio di 250 lire mensili e Podrecca non meno di 200" e nella stessa missiva annuncia, anche, di aver pronto un piano per realizzare un grande giornale illustrato che dovrà uscire a Roma ogni settimana: "l'Asino".

Il primo numero del giornale porta la data del 27 novembre 1892 e nasce in un contesto (quello dei gruppi di opposizione presenti nella capitale) fatto di repubblicani, socialisti ed anarchici; è un socilista Luigi Mongini il suo editore.


I primi numeri non sono a colori e fasciati da un doppio foglio di inserzioni pubblicitarie: Direttore: G.Podrecca (Goliardo), Caricaturista: G.Galantara (Rata-Langa).




Il primo soggetto di cui si occupa la matita di Ratalanga è Giovanni Giolitti (Palamidone) alle prese con il suo primo ministero. L'esperienza dell'Asino, anche per il grande successo che riscosse, è da porre in relazione con il pupazzettismo socialista europeo del tempo considerando anche che il Galantara collaborò con il giornale tedesco "Whare Jacob" di Stoccarda e quello francese "Assiette au Berr".

L'Asino, dal significativo sottotitolo
"è il popolo utile, paziente e bastonato", si caratterizzò per alcune problematiche che ne delinearono le diverse "fasi":

quella relativa alla fine dell'ottocento quando prese di mira personaggi quali Giolitti, Crispi, Pelloux, sottolineando con la morsa satirica tutti i risvolti degli scandali del tempo, a partire da quello della Banca Romana;

una seconda in cui più accentuato è il tono socialista ed anticlericale del giornale (i preti di Galantara hanno grandi bocche, pance gonfie e sguardi feroci);

la fase, infine, in cui si evidenzia la scelta riformista fino alla linea interventista in occasione dello scoppio della prima guerra mondiale. Sarà poi questo evento a far decantare il progressivo separarsi delle strade seguite dal Podrecca e Galantara.

Galantara, che era uscito dal Partito Socialista per il suo interventismo, vi rientrò negli anni del dopoguerra e riprese, alla fine di dicembre del 1921, la pubblicazione dell'Asino.

Contro il fascismo l'Asino lottò coraggiosamente, anche dopo la marcia su Roma, con le armi della satira e della caricatura; fu merito dello stesso delineare allora la caricatura di Mussolini e dei maggiori gerarchi del fascismo tra i quali Michelino Bianchi.

L'asino cessò definitivamente le pubblicazioni nella primavera del 1925.

Galantara che aveva collaborato con le sue vignette al giornale satiro antifascista "il becco giallo", fondato a Roma nel 1924 da Alberto Giannini, fu arrestato alla fine del 1926 e detenuto per qualche tempo nel carcere Regina Coeli di Roma.

Negli ultimi anni della sua vita continuò a disegnare e a dipingere collaborando anche, con vignette anonime, con il giornale umoristico "Marc'Aurelio".




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