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S.CHIARA

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La chiesa di Santa Chiara si chiamava, in origine, chiesa di San Giovanni Evangelista e San Nicolò in Castello, ed era soggetta all'abbazia di San Firmano.


Il 10 novembre 1582, il vescovo di Loreto ordinò l'annessione della casa delle monache alla chiesa di Prepositura e di iniziarvi, accanto, la costruzione del monastero.

Nel 1747 la chiesa venne ceduta definitivamente alle monache Clarisse le quali il 31 Luglio del 1789 decisero di ampliarla fino alle condizioni attuali.

La chiesa fu ingrandita, sopraelevata ( è a una navata, il presbiterio misura 5 metri, il corpo, fino alla porta, 14 metri e larga 9 metri ) e arricchita di opere d'arte.



Ci sono tre altari in marmo, con due belle pale:

Quella dell'altare maggiore raffigura l'Immacolata con il bambino Gesù, San Giovanni Evangelista, San Nicolò di Bari e Santa Chiara.

Quella di un'altare laterale, copia del dipinto di F. Barocci (1582 - 1584), " Madonna del Duca di Urbino ".



Nell'altro altare laterale si trova una statua in legno della Madonna con il Bambino (1400 ?).
Di rilievo la quattro porte e il portello della ruota intarsiate, opera di Cristofaro Cesari (1796), e sei grandi portalampada, la cantoria, i coretti e la grata per la comunione delle Clarisse, tutto in legno dorato.





Dietro l'altare è l'ampio coro delle Clarisse, realizzato da G. Matteucci e I. Rossini nel 1775 su progetto dell'architetto Andrea Vicini d'Arcevia (1743 - 1817).

Nel 1934 alle Clarisse si sostituirono le Suore dell'Istituto Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante di Lugo di Ravenna che ereditarono la proprietà.

Il 26 novembre 1972, per una leggera scossa di terremoto, una capriata del vetusto tetto si adagiò sulle volte in legno e gesso della chiesa e nel successivo mese di gennaio precipitò all'interno provocando notevoli danni.

La chiesa restaurata venne riaperta al culto il 23 settembre 1978.



cantoria

Dell'antico Monastero delle Clarisse attualmente rimane il corridoio, di due piani, attiguo alla chiesa di Santa Chiara; la sede della scuola materna privata con l'appartamento delle suore e la facciata prospiciente via Isidoro Vecchiotti della nuova scuola materna statale.

Dell'antichissima chiesa rimane soltanto il campanile e un frammento di affresco vicino alle due colonne sul lato sinistro dell'altare.




Durante la seconda guerra mondiale, il 30 giugno 1944 - come ricorda una lapide esposta sulla facciata esterna - fu " cannoneggiata " dal piombo tedesco.


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