PRO LOCO MONTELUPONE


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STORIA CONTEMP.

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Nel 1861 il paese contava 4.108 abitanti; la sua economia poggiava essenzialmente su un'agricoltura dominata da aziende a conduzione diretta e mezzadrile; nello stesso periodo conobbe un discreto sviluppo demografico fino agli inizi del novecento.

Nel 1912 esisteva in paese una banca agricola, c'era la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la Società dei Militari in congedo, un Gabinetto di Lettura ed una biblioteca popolare circolante.

La partecipazione della comunità monteluponese alle drammatiche vicende nazionali è testimoniata dai monteluponesi morti nella guerra di Libia e nella seconda guerra mondiale.

In questo contesto, nel 1917-18 era attivo in paese un Comitato di Mobilitazione Civile; era in piena attività una piccola fabbrica di proiettili (20 operai) nonché lavoranti, nelle proprie abitazioni, di confezionamento delle divise per i soldati.

Durante il ventennio fascista il paese subì sorte analoga a quella di tante altre realtà, stretto nella morsa della dittatura, vivendo momenti davvero difficili.

Nel dicembre 1943 una bomba fu sganciata sulla collina di San Nicolò; nel febbraio del 1944 un battaglione di militari tedeschi (insieme ad altri militari italiani), in base al sospetto che vi fossero delle radio clandestine in contatto con truppe alleate, effettuò un meticoloso rastrellamento su tutto il territorio del comune.

Durante l'occupazione tedesca la scuola elementare fu adibita ad una specie di ospedale.

A testimonianza dell'utilizzo della scuola elementare da parte dei soldati, va ricordato anche il rinvenimento di una bomba a mano (1987) che, per quarant'anni, era rimasta nascosta nella scuola.

Il comune di Montelupone fu liberato il 30 giugno del 1944 dalle truppe della divisone polacca trovando un paese in gravi difficoltà ma in cui era cresciuta e si era consolidata una forte coscienza civile ed antifascista.

Dopo la seconda guerra mondiale Montelupone ha conosciuto una delle fasi più difficili della sua storia: un'economia piegata dal conflitto, e neppure toccata dalla ripresa che stava investendo altre aree d'Italia, provocò un flusso migratorio senza precedenti.

Tra il 1951 ed il 1971 lasciarono il paese, diretti soprattutto verso la Francia, Belgio, Germania o aree d'Italia a più intenso sviluppo, più di 1000 monteluponesi.

Fra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, il paese conosce la sua industrializzazione con la nascita della prima vera industria, la " Cartiera Marchigiana ", seguita dalla ditta " Ottaviani " ed altre.

Gli anni Settanta iniziano anche all'insegna di un significativo risveglio culturale.

Nasce così il Circolo Culturale " Ratalanga " che organizza corsi di scuola media serale, conferenze, dibattiti.

Il Gruppo Amici delle Teatro " Gli Ultimi " ( G.A.T. ) esordisce con spettacoli di prosa, musica folk e poesia.

Nello stesso periodo nasce lo " Stereo Club ", un locale di ritrovo per ascoltare la musica ed è anche la sola " discoteca " che Montelupone abbia mai avuto.

Nel 1975 nasce il periodico locale " Partecipazione " che costituisce un'importante testimonianza della realtà di Montelupone.

Cresce il grado d'istruzione della popolazione e in molti riescono a trovare un'occupazione nei paesi limitrofi.

L'insediarsi, negli anni Ottanta, di alcune importanti imprese industriali, lo sviluppo di quelle specializzate in alcuni settori, la trasformazione del settore agricolo, inseriscono Montelupone in un orizzonte più ampio mettendolo a più stretto contatto con la realtà provinciale e regionale.

         


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